Mi occupo di selezione e formazione del personale da adibire alla figura professionale di Guardia Particolare Giurata dal 2001 e ho incontrato de visu, in occasione di colloqui di lavoro, oltre 3000 candidati. È un’attività estremamente delicata e di grande responsabilità. Occorre infatti capire immediatamente chi si ha davanti per essere in grado di pizzicare le corde giuste ed ottenere il risultato ottimale.
Quando ho deciso di scrivere un articolo su questo argomento, ero indeciso se scriverlo a uso e consumo dei selezionatori o dei selezionati.
Ma poi ho ritenuto più giusto essere di aiuto alla parte più debole e, dunque, mi auguro che le persone che dovranno sostenere dei colloqui di lavoro per diventare Guardie Particolari Giurate possano trarre qualche vantaggio o utilità da queste righe.
Un buon selezionatore sarà spietato e perseguirà un unico obiettivo: il bene aziendale.
Per un Istituto di Vigilanza, inserire tra i propri dipendenti un elemento non valido o, peggio, dannoso vuol dire creare un danno che può avere conseguenze molto serie per l’Azienda.
Pertanto la prima ferrea regola per il selezionatore dovrà essere la seguente: nel dubbio, escludere.
Escludere senza remore, senza sensi di colpa, senza sentimentalismi, senza pietà. Mi rendo conto di utilizzare termini che possono apparire forti o esagerati ma non ne trovo davvero di più adatti.
Il grandissimo vantaggio che ha il selezionatore nei confronti del selezionato è la possibilità di poter scegliere. Per il selezionato è un’occasione forse irripetibile, per il selezionatore è un colloquio tra tanti.
Cosa cerca un selezionatore in un’aspirante Guardia Particolare Giurata?
È questa la domanda più importante che deve porsi il candidato e sarà ciò che dovrà cercare di far trasparire dal colloquio.
Non darò a questo articolo un taglio estremamente tecnico dove riferire gli aspetti meramente psicologici o i tecnicismi tipici di queste situazioni ma cercherò di fornire indicazioni importanti alle quali chiunque può e deve attenersi senza troppi giri di parole.
L’aspetto formale in un colloquio lavorativo è sempre importante ma presso un Istituto di Vigilanza Privata lo è certamente ancora di più. Il candidato non deve dimenticare che sta entrando in un ambiente organizzato in modo paramilitare, dove vi sono soggetti in uniforme e dove il modo di porsi e presentarsi ha una notevole importanza.
Pertanto è opportuno apparire ordinati. Non è necessaria l’eleganza estrema ma l’ordine e la pulizia certamente sì. Provvedere, pertanto, a coprire eventuali tatuaggi visibili, rimuovere eventuali piercing di qualsiasi tipo, presentarsi rasati e con capelli opportunamente corti. Per le candidate di sesso femminile è opportuno un abbigliamento sobrio, un trucco leggero ed evitare di indossare accessori troppo appariscenti.
Il proprio atteggiamento deve mantenersi sereno e determinato a prescindere dalla condotta del selezionatore, che può essere volutamente amichevole o estremamente formale proprio per valutare le vostre reazioni.
Un atteggiamento troppo dimesso o titubante può essere estremamente deleterio e può indurre il selezionatore a ritenere il candidato troppo timido e inadatto alle attività per le quali dovrà essere impiegato. La capacità di sapersi interfacciare con le persone ed essere in grado di sostenere una conversazione senza difficoltà, sono caratteristiche decisamente ricercate nelle Guardie Particolari Giurate moderne. Sempre più spesso, infatti, la Guardia Particolare Giurata, oltre a garantire la sicurezza dell’obiettivo vigilato, diventa il primo punto di riferimento presso il Cliente e la capacità di relazionarsi efficacemente con il prossimo diventa fondamentale.
Far trasparire in sede di colloquio limitazioni in questo senso o, peggio, precisare dei paletti precisi a riguardo (no notti, no turni lunghi, no determinati servizi) può essere un elemento di certa esclusione.
Il possesso di un mezzo di proprietà che consente di non essere legati al mezzo pubblico è un altro elemento valutato con estrema attenzione. Un soggetto i cui spostamenti sono subordinati al mezzo pubblico non consente a chi lo gestisce di collocarlo liberamente secondo le necessità aziendali ed il rischio di eventuali ritardi nell’intraprendere il servizio è certamente più elevato. Ecco quindi che essere in possesso della patente di guida e di un mezzo di trasporto proprio diventa un elemento determinante.
Un altro elemento molto influente ai fini selettivi è certamente la disponibilità di un domicilio nel comune o, al limite, nella provincia di riferimento dell’Istituto di Vigilanza. Un candidato il cui domicilio sia troppo distante dalla sede è certamente di più difficile collocazione rispetto a chi, al contrario, abita nei paraggi.
In base ai requisiti previsti dall’art. 138 del T.U.L.P. S., per poter diventare Guardia Particolare Giurata è sufficiente “saper leggere e scrivere”.
L’innalzamento professionale della Guardia Particolare Giurata negli ultimi anni rendono questo requisito assolutamente inadeguato. Conosco moltissime ottime Guardie Particolari Giurate il cui titolo di studio è la licenza media ma è ovvio che un titolo di studio superiore è certamente da preferirsi.
Il costante progresso tecnologico anche dei sistemi di sicurezza e la particolarità di molti obiettivi vigilati impone l’impiego di operatori con caratteristiche sempre più ricercate e particolari.
L’uso del PC e dei suoi principali applicativi, ad esempio, è un elemento di sicuro interesse in abito selettivo così come la conoscenza della lingua inglese o, comunque, di una lingua diversa dall’italiano.
Personalmente valuto con attenzione soprattutto eventuali esperienze avute in ambito militare poiché le ritengo estremamente formative.
Esperienze lavorative in altri Istituti di Vigilanza possono essere valutate in modi diversi. Certamente un candidato che ha già avuto esperienze specifiche nel settore è già al corrente circa il tipo di lavoro che dovrà affrontare ma avrà anche, probabilmente, assimilato tutti i difetti e le cattive abitudini del caso.
Personalmente, salvo casi eccezionali, ho sempre preferito candidati senza alcuna esperienza specifica nel settore proprio per avere la possibilità di formarli e plasmarli secondo le mie necessità aziendali, scevri da qualsiasi cattiva abitudine pregressa.
Occorre anche tuttavia precisare che, seppure in percentuale minore, gli idonei under 29 garantiscono una migliore resa in servizio, offrono la possibilità di poterli formare con maggiore meticolosità e pertanto garantire una risorsa affidabile per molti anni sulla quale investire.
Gli over 29, al contrario, hanno in genere una maggiore predisposizione al sacrificio e una coscienza più viva dell’importanza del posto di lavoro ma, naturalmente, non possiedono la freschezza e il dinamismo – anche mentale – dei candidati più giovani.
In conclusione si può affermare che l’età, a mio parere, in genere non rappresenta un tassello fondamentale ai fini della selezione del candidato.
Il possesso di certificazioni relative a corsi del genere rendono il curriculum del candidato estremamente più interessante poiché forniscono al selezionatore un “prodotto” già pronto sia dal punto di vista professionale che garantisce una sicura resa in servizio, sia dal punto di vista commerciale poiché già utilizzabile in posti di servizio che richiedono certificazioni e conoscenze specifiche (ad es. centrale operativa, aeroporti, ambasciate, installazioni militari, ecc.).
Il colloquio di lavoro è sempre un momento importante e delicato e occorre far trasparire quelle caratteristiche che il selezionatore sta ricercando. Ho indicato gli elementi più importanti che ricerco sempre nei candidati sottoposti alla mia valutazione e che sono indispensabili per riuscire bene in questa attività.
Essere a conoscenza di questi elementi ritengo possa essere un notevole vantaggio e, se anche uno dei lettori di questo articolo ne trarrà un vantaggio determinante, avrò raggiunto il mio obiettivo.
Articolo a cura di Andrea Bucci
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